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LA MIA VERTICALITÀ

Aggiornamento: 22 mar 2022


I musicisti sono esseri divini.

I musicisti non camminano, volano,

levitano e si spostano su linee invisibili, cavalcando note e armonie attraverso lo spazio e il tempo.

I musicisti sono altissimi anche quando sono molto bassi.

Se hai la fortuna di incontrare un musicista e lui ti guarda, sei benedetto per le prossime quarantott'ore.

Quando parli di musica con un musicista e tu non sei un musicista, devi capire che se ti guarda con aria assente, non è che non ti ascolta, proprio non ti capisce.


Dalla tua bocca esce un doremifasol!

Al suo orecchio arriva uno sgaraprotz!

Perché quando un musicista scorreggia, non lo fa per liberarsi, lui crea e se lo fa davanti a te sei fortunato perché quello non è gas, ma aria fresca di montagna e il prrrr non è rumore e maleducazione, ma melodia.

Al massimo puoi ululare

Rassegnati, non sei uno di loro, non è colpa tua. Tu parli e scrivi seguendo linee orizzontali immaginarie, lui ne ha cinque, il pentagramma; e le usa tutte. Passa improvvisamente da una linea all'altra e qualche volta va persino fuori dalle righe, sia sotto, che sopra!

Se non hai il senso del tempo, per il musicista non esisti, semplicemente non ci sei. E' inutile che ti sbracci e salti e dici “ehy sono qui..!” Lui non solo non ti sente, manco ti vede! Per parlare con un musicista devi mettere un metronomo e scandire le tue parole al ritmo di un orologio e se perdi il tempo, bè, lui non perderà tempo con te.

Per il musicista, la tua voce, è come il fischietto di richiamo per i cani e quindi, non può sentirti perché i cani vivono e sentono su altre frequenze.

A meno che il musicista non sia anch'esso un cane. Ma non illuderti, quand'anche fosse, lui è sicuramente un levriero, un dalmata, uno yorkshire terrier e tu al massimo sei un incrocio, un meticcio peloso e maldestro che sbava e scodinzola ululando inutili melodie fastidiose per le sue orecchie affinate a ben altri canti.

Musicisti verticali

Io non sono un musicista, forse sì, o quantomeno non nel senso tradizionale del termine.

Ma stavolta ho saputo “suonare” il mio fischietto per cani a frequenze così alte da infrangere qualsiasi barriera e da lì in poi è stata solo armonia.

Sessione di registrazione Claudia Bombardella al Bomba Studio - La mia Verticalità
Gianni Salamone, Marzio Benelli, Claudia Bombardella, Giacomo Guatteri

E' per questo che i “miei” musicisti, sono un'altra cosa. Sono riusciti a captare il mio grido d'aiuto, il richiamo disperato ad un ritorno in un luogo, dove la musica si tramuta in parole e le parole sono musica. Uomini e donne meravigliosi si sono immersi in questo mio nuovo lavoro con amore e dedizione regalandomi momenti di assoluta bellezza.



La mia Verticalità

Da un po' di tempo avevo deciso che era arrivato il momento di smettere di viaggiare in orizzontale,

un modo sicuramente molto comodo e sicuro, ma anche piatto e prevedibile e con l'orizzonte sempre troppo lontano. E così ho adottato la verticalità.

Luca Silvestri La mia Verticalità
Luca Silvestri

Giù dritto (o anche su) abbattendo ostacoli di qualsiasi natura.

Rocce e merda in faccia quanta ne vuoi, ma mondi sommersi portati in superficie, molti di più. E il risultato è questo, “La Mia Verticalità”.

Full immersion

Esco oggi da una settimana molto intensa, giorni scanditi da pianoforti, clarinetti, sax, violoncelli, viole e violini, chitarre e percussioni e ninnoli vari dei quali non ricordo neppure il nome, ma che hanno scavato trincee di protezione intorno a me e alle mie visioni.

Studio Emme Recording La mia Verticalità
Gianni Salamone Claudia Bombardella

I "miei" musicisti sono diventati una famiglia, una famiglia di professionisti che si sono innamorati, insieme a me, di queste nuove creature, le mie canzoni, andando al di là di ogni preconcetto, abbattendo i miei limiti ed esaltando le mie capacità.

Si sono messi a nudo, andando

oltre la musica scritta, oltre gli schemi, hanno cavalcato a pelo le mie emozioni, proteggendole con le loro. Tutte le idee, le contaminazioni, ogni singola nota, non sono mai state fini a se stesse. Tutti hanno lavorato con amore, in funzione del racconto, con il massimo rispetto per le mie creature.

Studio Emme Recording
Eugenio Nardelli

E' stata questa la loro grandezza, musicisti veri che con umiltà, sono stati in grado di sottolineare concetti e parole, dipingendo quadri immaginari con pennellate di pura armonia, talvolta suonando anche solo alcune semplici note, pur di far risaltare l'intera opera.

Studio Emme Recording
Michelangelo Salamone

Spesso siamo usciti da sessioni di registrazioni con le lacrime agli occhi e tanti brividi e l'inevitabile epilogo era un abbraccio e poi tante risate.

Non vedo l'ora, di poter condividere con tutti voi questa meraviglia.



E' quindi con orgoglio ed infinita emozione che finalmente posso svelare il titolo del mio prossimo album:

Manca poco, dai che ci siamo!

La mia Verticalità
Gianni Salamone in concerto

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