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FACCIAMO UN BLITZ! La prima canzone non si scorda mai.

Aggiornamento: 22 mar 2022

“Facciamo un blitz!”-

Questo ci disse M. della Universo, la mia casa discografica di allora.

"Usciamo con La Felicità! Subito!"

Era l'inizio dell'anno 2000.

Ma torniamo indietro di qualche mese, a quando appunto con il mio produttore e amico Marzio Benelli, andammo a Roma per firmare il mio primo contratto di distribuzione nei mitici studi romani della BMG ex RCA, luogo per me fino ad allora, metafisico, convinto esistesse soltanto


nei racconti fantastici al pari di Guerre Stellari e Pinocchio!

Con Lucio nel cuore

E' doverosa una premessa. Io, artisticamente parlando, nasco con una venerazione assoluta per Lucio Battisti.

Volevo imparare a suonare la chitarra per poter cantare le sue canzoni e lasciamo stare poi che non ho mai imparato veramente, ma quella però, è stata la spinta propulsiva iniziale.

Giusto per rendere meglio l'idea, quando Lucio passò a miglior vita, gli amici più vicini mi telefonavano dicendomi che erano enormemente dispiaciuti per me! Pazzesco! Manco fossi stato un parente al quale fare le condoglianze!

Una stampante per i ricordi

Dunque arriviamo a Roma da Firenze e percorriamo in auto il lungo viale degli studi BMG.

Alla reception il portiere ovviamente ci chiede se abbiamo un appuntamento.

E sì che l'avevamo! Con il direttore artistico G.!

Controlla e poi dice... :-”Prego, accomodatevi nella saletta Lucio Battisti!”

Un tuffo al cuore! Un pugno dritto allo stomaco! Un camion d'emozioni mi travolge, mi uccide e poi mi fa risorgere in paradiso! E quando riapro gli occhi a nuova vita, ecco davanti a me appesi alle tre mura della piccola saletta, tutti o quasi, i dischi d'oro di Lucio Battisti!

Bè per me era fatta. Ero a posto così. Che me ne fregava a me di tutto il resto, mi sembrava quasi una consacrazione, un timbro, un lasciapassare e non poteva essere un caso!

E infatti no, non era un caso, era la consuetudine. Chi aveva un appuntamento infatti, si sedeva lì ad aspettare. La saletta era proprio di fronte alla reception.

E così, quella che per me era stata ed è tutt'ora, un'esperienza mistica, per la maggior parte delle persone, non era altro che una sala d'aspetto.

Ma io lì, stavo toccando il mio mito, mentre una voce lontana lontana mi chiamava...:-” Gianniii...Gianni daiii...ci aspetta G..... Gianni, andiamo!” Era Marzio che mi tirava per un braccio.

“No, Lasciami qui, lasciami qui, aspetta dai!

Non volevo spostarmi! Come cazzo potevo dimostrare di essere stato davvero lì?

Non c'erano gli smartphone! Con il cellulare ci facevi a malapena le telefonate! Non esistevano i social network, Facebook sarebbe arrivato nel 2004 e la macchina fotografica non è che si portava dovunque attaccata al collo come un turista giapponese in visita in Italia!

Ma di una cosa sono sicuro, se un giorno dovessero inventare la stampante per i ricordi, la foto che ne uscirebbe di ciò che stavo guardando, risulterebbe sicuramente distorta dalle mie lacrime.

Robbie Wlilliams?...e io che c'entro?

L'incontro con l'allora direttore artistico della BMG fu surreale, lui che ci parlava di come avrebbe voluto uscire con il mio primo singolo e io che continuamente lo interrompevo chiedendogli le cose più assurde:-” ma Lucio di solito dove si sedeva? Lucio quando presentava il nuovo album cosa diceva? Dove mangiava?...”

Che testa di minchia , lì si parlava del mio futuro e io mi stavo comportando come una teenager in calore per la propria rock star!

Poi mi calmai, capii e finalmente realizzai, che stava accadendo qualcosa di davvero importante.


Il direttore ci stava confermando quanto ci aveva già detto durante il nostro primo incontro, quando, come al solito, Marzio mi “aveva costretto” ad esibirmi a cantare, con l'ausilio della mia chitarra Eko, parecchie delle mie canzoni.

Tutto molto bello, fino a quando ad effetto G. tirò fuori dal cassetto della scrivania un cd.

Lo inserì nell'impianto stereo e fece partire una canzone. La voce era inconfondibile.

Io e Marzio ci guardammo e poi guardammo G. che in risposta alle nostre facce a punto interrogativo disse:-”Questo è un brano inedito di Robbie Williams, ex Take That, rimasto fuori dal suo ultimo album. La casa discografica di Londra, con la quale collaboriamo, ce l'ha mandato per farlo uscire con un nostro artista. Ora, tu scriverai il testo in italiano, tu Marzio farai un nuovo arrangiamento e poi voglio vedere quale sarà la radio in Italia che non passerà questo pezzo!

Robbie Williams e lo sconosciuto italiano Salomone!"

Ndr -

la mia prima uscita artistica è stata con il nome di Salomone, solo successivamente, quando grazie ad una mia amica sciamana ci siamo accorti che i miei avi erano super incazzati con me, ho ripreso il mio nome e cognome veri.

Ma questo sarà materiale per un altro post! -

Ripicche e contratti stracciati

Dopo alcuni attimi di perplessità (il mio brano era pronto da tempo) ci rendemmo conto dell'enorme opportunità che ci stava capitando!

Firmammo il contratto di distribuzione (quello di produzione l'avevamo già firmato con la Universo), ci salutammo con una stretta di mano e tornammo euforici a Firenze.

La notte stessa scrissi il testo, il giorno dopo fino a sera, con Marzio lavorammo al nuovo arrangiamento e durante la notte spedimmo via internet l'mp3 del brano cantato con il nuovo testo in italiano!

Detta così sembra una stronzata, ora che con un tweet in tempo reale ti leggono dovunque nel mondo. Ma allora dovevi far partire il modem, aspettare che si avviasse e poi sperare che non cadesse la connessione....drgnnn.....bzzzzz.

... ding.....ding....ding...ogni file da spedire era come un parto!

Passano i giorni, ci troviamo con M. a Pontremoli, in un resort dove in ritiro c'era la nazionale di calcio cantanti, per fargli ascoltare il brano. A lui piace e ci dice che nei prossimi giorni avrebbe sentito G. per capire quando saremmo usciti.

Ma passa un mese durante il quale G. era irraggiungibile sia per noi che per M. e l'ansia era salita alle stelle.

Finalmente M. ci chiama e ci dice che aveva parlato con G. che si scusava enormemente spiegando che il brano in questione era sì cantato da Robbie Williams, ma era stato scritto da un suo collaboratore e che quindi l'intera operazione compreso battage pubblicitario, non aveva più alcun senso.

G. fortemente imbarazzato, rilanciò assicurando che saremmo usciti con “La Felicità”, per poi partecipare a Sanremo ( e due!) con un altro mio brano.

Noi, infastiditi per la perdita di tempo, ma comunque felici, chiedemmo quando sarebbe partito il tutto.

E invece M. che cosa ci dice?:-” No! Assolutamente no! L'ho mandato affanculo! Ho scisso il contratto di distribuzione! A me queste stronzate non si fanno!

Ecco qua, M. decide per ripicca di strappare il MIO contratto con una major senza chiederci niente e noi ci ritroviamo con il culo per terra.

In un attimo tutto svanisce.

Puff!

Punto.

E quindi torniamo da dove siamo partiti.

“Facciamo un blitz!"

Marzio mi telefona dicendomi che M. ha deciso! Usciremo con La Felicità sulle radio!

Ero nel fienile di casa mia, trasformato per l'occasione da Marzio nel nostro studio di registrazione domestico. Attaccai, feci partire La Felicità a tutto volume e mi sdraiai per terra urlando e piangendo come un bambino!

Il mio sogno si stava realizzando davvero e questa volta c'era anche una data di uscita!

Il pezzo uscì i primi di Gennaio del 2000, funzionava e le radio lo trasmettevano. Su alcune entrò anche in classifica, ma poi, paradosso dei paradossi, gli speaker durante le pause nelle interviste in diretta mi confidavano che di lì a poco avrebbero dovuto togliermi dal palinsesto perché stavano arrivando le canzoni di Sanremo!

Proprio un blitz!

Ma "La Felicità", in verità, di felicità me ne ha data tanta. E anche se avremmo voluto uscire con un arrangiamento diverso più vicino al mio modo di esprimermi, mi ha regalato tanta gioia e soddisfazioni.


La prima canzone non si scorda mai.


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